"Sempre piú estesa è la distruzione degli equilibri della natura. Sempre piú devastato è il paesaggio. Sempre piú indifeso, esso è nei confronti degli uomini di denari. Sempre piú vasti sono i depositi di rifiuti, che crescono attorno a noi e, a un certo punto, sopra di noi che non sappiamo smaltirli. Smaltire: verbo terrificante del nostro tempo! Sempre piú intensamente la terra è spremuta delle sue risorse destinate a essere smaltite come rifiuti. Sempre piú difficile le è il rigenerarsi. Il rapporto tra distruzione definitiva e capacità rigenerativa è ormai largamente sbilanciato a favore della prima. Si vive non volendo vedere. Perfino l’atmosfera che avvolge la terra è diventata una bolla di veleni. La stupefacente varietà della vita ch’essa ospitava si riduce progressivamente e molto di ciò che ancora resta sta confinato in artificiali «parchi» o «riserve» naturalistiche, la cui esistenza o, meglio, resistenza è resa per ora possibile per la coesistenza di altri interessi speculativi, turistici o scientifici che ne richiedono porzioni «incontaminate»...